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NFT, FUTURO, ARTE E TECNOLOGIA

Idee, arte, tecnologia, rivoluzione, futuro. Queste non sono solo parole, sono concetti, sono sistemi di segni che ci permettono di riflettere, tutti riuniti sotto un unico insieme: le NFT, acronimo di non-fungible token. 

Ogni giornata viene stravolta da quella precedente, il mondo cambia in modo repentino e non assecondare i passi svelti della modernità è rischioso. Essere aggiornati e “stare sul pezzo” è l’imperativo dei nostri tempi, motivo per il quale abbiamo deciso di scrivere qualche riga su un argomento attuale e allo stesso tempo proiettato verso il futuro.

COSA SONO GLI NFT

I non-fungible token sono certificati di autenticità digitale, assicurati dalla blockchain. 

Ma cosa è la blockchain? Tradotto letteralmente “catena di blocchi” una blockchain è una raccolta dati condivisa ed immutabile che garantisce sicurezza alle transazioni online dato che il contenuto non è modificabile. La novità principale di queste tecnologie riguarda il decentramento delle stesse, ovvero non esistono autorità riconosciute che hanno il controllo dei registri, diventando un’alternativa valida alle banche dati e ai registri ai quali siamo abituati. Le caratteristiche principale delle blockchain sono digitalizzazione dei dati, decentralizzazione, tracciabilità dei trasferimenti, disentermediazione, programmabilità dei trasferimenti, immutabilità del registro, trasparenza e verificabilità.

Dopo questa piccola parentesi è un pò più chiaro il concetto di NFT, le quali non sono altro che certificati di proprietà su opere digitali. Acquistando una NFT non comprerai l’opera digitale in sé, ma comprerai la possibilità di mostrare un diritto sull’opera, garantito da uno smart contract, a sua volta garantito e sicuro perché inserito sulla blockchain. 

Quindi quando qualcuno acquista un NFT può affermare di possedere un non-fungible token che rimanda a qualcosa. Facciamo un esempio pratico. Jack Dorsey, CEO della nota piattaforma Twitter, ha venduto all’asta il suo primo tweet per la modica cifra di 2,9 milioni di Dollari. Il messaggio condiviso da Dorsey recitava “Just setting up my twttr”, tradotto “Ho appena impostato il mio primo twttr” ed è stato acquistato da Sina Estavi,  amministratore delegato della società di blockchain Bridge Oracle

Se paragonassimo quanto descritto sopra al mondo dell’arte potremmo dire che il tweet originale di Dorsey, acquistato da Estavi, corrisponde a un quadro custodito in un museo, mentre tutti gli screenshot o altri contenuti digitali sarebbero delle riproduzioni.

Quindi è come se noi avessimo una banconota da 100 euro e la cambiassimo in 5 banconote da 20 euro, conserveremmo il valore iniziale perché la banconota è un “token fungibile”. Invece, nel caso la banconota fosse stata firmata da un personaggio famoso, questa sarebbe un oggetto unico, quindi un “token non fungibile”.

GLI NFT NEL MONDO DELL’ARTE

Il termine “arte digitale” comincia ad essere utilizzato durante gli anni ’80 grazie al pittore Harold Cohen. Il pioniere artistico realizzava le sue prime opere digitali utilizzando un programma di pittura sviluppato da alcuni ingegneri. Prima per arte digitale si intendeva qualsiasi opera fosse realizzata interamente o parzialmente al PC. Oggi questa branca dell’arte è cambiata molto, gli artisti possono esprimersi in modi differenti ed coesistono svariate categorie di artisti digitali. Disegno, musica, scultura, pittura, video art, il tutto riunito sotto il nome di digital art.

Oggi grazie agli NFT gli artisti possono dedicarsi interamente allo sviluppo della loro arte. Gli NFT velocizzano le transazioni, evitando il coinvolgimento personale dell’artista. La nuova tecnologia che si appoggia alla blockchain dà visibilità alle opere e permette la vendita di queste senza il bisogno di esporre le proprie realizzazioni in un museo o in una galleria. Gli artisti digitali vengono quindi riconosciuto come tali e soprattutto viene valorizzato il loro lavoro. Le opere NFT vengono vendute per lo più all’asta e una delle case d’aste più note è senza dubbio Christie’s.

Quello che prima sembrava un ambito elitario, un contesto noto a tutti ma che apparentemente sembrava inaccessibile a molti, oggi è diventato un mercato fluido, flessibile, ribelle, voce di un coro che si alza dalle classe sociali meno abbienti a quelle che da sempre hanno libero accesso al mondo dell’arte.

Nonostante questo moto rivoluzionario il mondo prettamente economico delle NFT rimane precluso a chi ha un’ampia disponibilità di denaro. Per farti capire di cosa stiamo parlando ti riportiamo qualche esempio di aste NFT.

Beeple è probabilmente l’artista NFT più noto. All’anagrafe Mike Winkleman è un graphic designer, è il creatore dell’attuale movimento “everyday” nella grafica 3D e da quasi 10 anni pubblica un’immagine al giorno senza saltarne uno. A Marzo 2021 ha venduto all’asta la sua opera Everydays – The fritte 5000 days per la cifra di 63,9 milioni di dollari, ad aver acquistato l’NFT è stato Metakovan (pseudonimo di un individuo dall’identità sconosciuta), co-founder di Metapurse, il più grande fondo NFT al mondo. L’artista ha commentato la notizia con un tweet: <<Gli artisti hanno usato hardware e software per creare opere d’arte e distribuirle su Internet negli ultimi 20 e più anni, ma non c’è mai stato un vero modo di possederle e collezionarle. Con gli NFT tutto questo è cambiato. Credo che stiamo assistendo all’inizio del prossimo capitolo della storia dell’arte, l’arte digitale. Questo è un lavoro che ha tanta capacità, tanto messaggio, tante sfumature e intenti quanti ne ha qualsiasi opera realizzata su una tela fisica. Sono più che onorato di rappresentare la comunità dell’arte digitale in questo momento storico>>.

Ciò che stupisce riguardo gli NFT è che questi sono certificati che attestano la proprietà su un qualcosa, non sono le vere e proprie opere d’arte quindi. Un esempio lampante riguarda il famoso tweet di Dorsey di cui parlavamo precedentemente.

Gli NFT sono una rivoluzione, un moto dirompente pronto a stravolgere il mondo dell’arte e non solo. È stato creato un qualcosa che potrebbe dare valore economico a qualsiasi cosa, che potrebbe rendere arte qualsiasi forma di espressione.

Potenzialmente è l’apoteosi della libertà di espressione, ma allo stesso rischia di generalizzare sotto il concetto di arte, tanto astratto quanto solido, tante forme di espressione che non dovrebbero appartenere ad una categoria esistente da migliaia di anni e che è stata la musa che ha ispirato l’umanità intera, che ha dato vita a movimenti, idee, rivoluzioni, che ha dato dignità a uomini e donne.

Secondo te gli NFT come si evolveranno? È giusto dare così tanto valore economico a forme di espressione che prima non ne godevano affatto?

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