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Rembrandt: un puro viaggio visivo e sensoriale con richiami storici ed iconografici

Oggi, noi di EXECUTIVE SERVICE, vogliamo parlarvi di un altro artista, maestro della pittura. Il suo nome è Rembrandt Harmenszoon van Rijn/’rɛmbrɑnt ‘hɑrmənsˌzo:n vɑn rɛɪ̯n/, meglio noto semplicemente come Rembrandt.

Considerato uno dei più grandi pittori della storia e dell’arte europea, nacque a Leida – Paesi Bassi – nel mese di luglio 1606. Fin da giovane ottenne un grande successo come pittore ritrattista ma i suoi ultimi anni di vita furono segnati da tragedie personali e difficoltà economiche. Le sue opere e i suoi dipinti divennero popolari a partire dal suo esordio attribuendogli una reputazione molto alta che lo portò ad essere maestro di quasi tutti i più importanti pittori olandesi. I più grandi trionfi creativi di Rembrandt furono evidenti specialmente nei ritratti dei suoi contemporanei, nei suoi autoritratti e nelle illustrazioni di scene tratte dalla Bibbia.

Esperto di iconografia classica, riuscì a modellarla adattandola alle proprie esigenze. Così, la rappresentazione di scene bibliche fu costituita dalla sua conoscenza dei relativi testi, dall’influenza delle tematiche classiche e dall’osservazione della popolazione ebrea di Amsterdam. Per la sua comprensione della condizione umana, inoltre, fu definito “uno dei grandi profeti della civiltà”.

Nel 1631, grazie alla sua bravura, si trasferì ad Amsterdam ottenendo numerosi incarichi per la realizzazione di ritratti. In una lettera ad un committente, Rembrandt fornisce l’unica spiegazione giunta fino a noi di quale obiettivo si proponesse di raggiungere attraverso la sua arte: “Il movimento più grande e naturale“, traduzione di “die meeste ende di naetuereelste beweechgelickheijt“. La parola beweechgelickheijt potrebbe anche significare “emozione” o “causa prima“.

Si dice di Rembrandt che sia riuscito a fondere gli aspetti terrenti e quelli spirituali come nessun pittore fece prima. Gli esperti dell’epoca sostennero che l’artista realizzo 600 dipinti, quasi 400 incisioni e circa 2.000 disegni. Tuttavia, alcuni studiosi degli ultimi anni ridussero il numero a 300 dipinti. È in effetti probabile che l’artista abbia realizzato più di 2.000 disegni, ma quelli sopravvissuti sono meno di quanto un tempo si fosse ritenuto. Eseguì senza dubbio molti autoritrattiche, esaminati nell’insieme, furono in grado di fornirci una visione molto chiara dell’artista: fisica e psicologica, come ci rivela il volto segnato dagli anni nelle ultime opere.

Tra le caratteristiche della sua arte troviamo l’uso del chiaroscuro e il sapiente e scenografico sfruttamento della luce e delle ombre derivato da Caravaggio, ma adattato per i suoi scopi personali e l’abilità di presentare i soggetti in modo teatrale. Un puro viaggio visivo e sensoriale con richiami storici, iconografici e religiosi. 

Stefania Bravi 

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